10 Dicembre 2023

Le conseguenze di un bacio.

Claudio Volpi
Le conseguenze di un bacio.

Da una suggestione di Luca Mastrantonio oggi presentiamo una delle poesie più famose di ‘Spoon River’ di Edgard Lee Masters (1868-1950), cioè Francis Turner, la poesia che impressionò Fernanda Pivano, cui Cesare Pavese diede il libro, che poi diventò anche la canzone ‘’Un malato di cuore’ dell’album di De Andrè ‘Non al denaro non all’amore né al cielo’. Il bacio fatale, che fa prendere il volo all’anima. Poi presentiamo una poesia dello spagnolo Luis Cernuda (1902-1963), che ci fa pensare a quando eravamo molto giovani, con quella volontà di onorare la vita ogni istante semplicemente perché è vita, con quei pomeriggi lunghi interamente a disposizione, puri, completamente aperti, e a volte ci fa domandare cosa significa questa mostruosità di essere stati bambini e adesso ritrovarci vecchi, sulla soglia della morte. Per chiudere una poesia di Eleonora Belbusti, che ci è piaciuta molto, che racconta di chi sta per perdere l’amore e questa volta non può fare altro che rassegnarsi.

Francis Turner

Io non potevo
correre né
giocare
quand’ero
ragazzo.
Quando fui
uomo, potei solo
sorseggiare
alla coppa,
non bere,
perché la scarlattina
mi aveva lasciato
il cuore malato.
Eppure giaccio qui
blandito
da un segreto
che solo Mary
conosce:
c’è un giardino
di acacie,
di catalpe,
e di pergole
addolcite da viti
là, in quel
pomeriggio
di giugno
al fianco
di Mary,
mentre la baciavo
con l’anima
sulle labbra
l’anima
d’improvviso
mi fuggi.

                            Edgard Lee Masters

Ciò ch’è più fragile dura

La gioventù?
Soltanto
un odore
d’arancio

nella piazzetta
a sera
quando scema
la luce

e un fanale
s’accende.
Quel profumo
lo senti

alzarsi
da un passato
tuo ieri,
oggi straniero,

ed avvolgerti:
aroma
solo,
senza memoria,

più di nulla,
non sangue,
amori
né amicizie

del tuo
esistere primo,
quando
ogni desiderio

presto il tempo
l’avrebbe
fatto reale,
un giorno

del tuo futuro;
aroma
furtivo
come ombra,

che sommuove
i tuoi sensi
con un fremito
lungo.

E senti ch’è
il più fondo
del tuo vivere,
un poco

di ciò che
chiama niente
tanta gente
sensata:

un odore
d’arancio,
aria.
C’è stato
altro?

                Luis Cernuda

Così lei
ti preparerà
gli spaghetti,
perché io
non so cucinare.
Rossi, 
come il vino
che berrete
e il desiderio che,
a mano a mano,
incendierà
le vostre gote.
E tu mangerai
E mentre alzerai
il calice per
brindare a lei,
vedrai me
seduta lì
di fronte.
Ma io
non ci sarò.

Così
le accarezzerai
i capelli.
Biondi,
perché i miei
sono scuri.
E con mano
sapiente,
chiudendo
gli occhi,
immaginerai
la mia chioma
ribelle
tra le tue dita
impazienti.
Ma io
non ci sarò.

Così bacerai
le sue labbra.
Sottili,
perché le mie
son carnose.
E cercherai
invano
il mio sapore.
Ma io
non ci sarò.

Allora ti odierai
per non avermi
amata
un’ultima volta,
ma ormai
sarà troppo tardi,
perché io
non ci sarò
a perdonarti,
ci sarà lei
a consolare
i tuoi rimpianti.

                  Eleonora Belbusti

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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