11 Luglio 2026

Estate

Claudio Volpi
Estate

Due  classici, due poesie  da rileggere di Eugenio Montale e Umberto Saba, che parlano dell’estate, calda e assoluta, a confronto con la nostra condizione di uomini, precari, in cerca di qualcosa,  o magari solo in cerca di silenzio per poter sopravvivere alla calura infernale. 

 

Meriggiare pallido e assorto 

presso  un rovente muro d’orto, 

ascoltare tra pruni e gli sterpi 

schiocchi di merli, frusci di serpi. 

 

Nelle crepe del suolo o su la veccia 

spiar le file di rosse formiche 

ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano 

a sommo di minuscole biche. 

 

Osservare tra frondi il palpitare 

lontano di scaglie di mare 

mentre si levano tremuli scricchi 

di cicale dai calvi picchi. 

 

E andando nel sole che abbaglia 

sentire con triste meraviglia 

com’è tutta la vita e il suo travaglio 

in questo seguitare una muraglia 

che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia. 

                                                        Eugenio Montale

 

Meriggio d’estate

Silenzio! Hanno chiuso le verdi 

persiane delle case. 

Non vogliono essere invase. 

Troppe le fiamme 

della tua gloria, o sole! 

Bisbigliano appena 

gli uccelli, poi tacciono, vinti 

dal sonno. Sembrano  estinti  

gli uomini, tanto è ora pace 

e silenzio…Quand’ecco da tutti 

gli alberi un suono s’accorda, 

un sibilo lungo che assorda, 

che solo è così: le cicale. 

                                    Umberto Saba

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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