05 Luglio 2026

E per un attimo ti credi in salvo

Claudio Volpi
E per un attimo ti credi in salvo

Due poesie di Federico Italiano (1976), finalista al Premio Strega Poesia. Nella prima poesia c’è una natura che non è più incantevole, del resto non lo è mai stata per il poeta moderno, ma si fa tutt’uno con lo sgomento interiore dell’umano. Nella seconda  c’è un altrove da dove vengono spavento e tremore,  e dove si trova  la figura di un familiare scomparso, forse la nonna, che annuncia al poeta l’avvento di una figura demoniaca, pronta all’agguato da un regno dove le ombre degli andati si polverizzano sempre di più. Una lingua che usa termini da atlante scientifico, intervallati da fiammate liriche (D. Piccini). 

 

Coro mattutino 

C’è un momento 

tra il mattino e la notte 

in cui non senti 

macchine passare, 

né una voce, né tacchi, 

non un’eco, non si ode 

nulla d’umano e lo spazio 

tra le case e gli alberi 

appartiene soltanto a loro, 

merli cornacchie, 

capinere, cinciallegre, 

parrocchetti e gabbiani, 

i loro appelli 

le loro lamentele, 

un greve coro mattutino 

di becchi dodecafonici, 

stridulo, irato, spaventoso, 

finchè non senti 

una moto, no, un taxi 

scivolare timidamente 

accanto al marciapiede, 

poi pneumatici 

squittire contro il cordolo 

e per un attimo 

ti credi in salvo. 

 

Mister X 

Diciassette anni dopo la sua morte 

mi disse: i tuoi occhi 

vorrebbero ascoltare 

e le tue mani 

afferrare la notte, 

ma il freddo è la cosa 

che comprendi meglio. 

A Gerusalemme mi hai pensato, 

bravo, so che ti sei sposato, 

ti sei moltiplicato, 

ottimo, ma non basterà 

a salvarti. 

L’ uomo col cilindro nero, 

lo smoking e il monocolo, 

che appariva torvo 

sulla soglia della mia camera, 

quando dormivi nel lettone, 

reclamando la tua anima, 

ora è qui, 

confinato nel mio mondo d’ombre, 

lo vedo, come ti osserva, 

irrequieto ti studia. 

Cerco di tenerlo, 

per quanto possa, 

ma prima o poi 

non avrò più 

le forze necessarie 

-qui sotto ci affievoliamo 

a ogni irrevocato ricordo- 

verrà a prenderti.

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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