21 Marzo 2021

Con la Poesia la vita è un po’ più sopportabile.

Claudio Volpi
Con la Poesia la vita è un po’ più sopportabile.

Oggi citiamo le parole di Luca Mastrantonio, che corrispondono esattamente al senso di questa rubrica: ”… La passione per la poesia, che è un modo per affrontare il mondo, trovando il verso giusto”. Così, diceva Wislawa Szymborska, la vita è un po’ più sopportabile. Cercheremo tra i testi di autori dimenticati, smarriti, e quelli dei contemporanei che ci fanno sentire meno soli, meno persi. Come Jack Hirschman (New York,1933), che all’ultima uscita pubblica di Ferlinghetti, due estati fa a San Francisco, fu protagonista di un bel siparietto: “so che non sei Walt Whitman – l’aveva sfottuto Ferlinghetti – ma recita qualcosa di immortale”. E Jack, omone di due metri con un ramo per bastone, gli ha messo il palmo della mano destra sul dorso della sinistra, recitando ‘Path’ (Sentiero), un invito a scrivere e vivere la poesia coltivando la sensibilità dei cuori infranti, capaci di ascolto umile, per accogliere l’estasi di un sussulto. Faremo così: ci faremo prendere la mano dai versi.
Jack Hirschman, un non allineato, sempre contro le guerre, contro i fascismi, dalla parte dell’uomo. Andate a scoprirlo.

Sentiero

Vai al tuo cuore infranto
Se pensi di non averne uno,
procuratelo. Per farlo, sii sincero.
Apprendi la sincerità d’intenti lasciando
che la vita entri, perché non puoi,
davvero, fare altrimenti.
Anche mentre cerchi di scappare,
devi lasciare che ti prenda
e ti laceri come una lettera spedita
con dentro una sentenza
che hai aspettato per tutta la vita
anche se non hai commesso nulla.
Lascia che ti tiri su.
Lascia che ti spacchi, cuore.
L’avere il cuore infranto è l’inizio
di ogni vera accoglienza.
L’orecchio dell’umiltà supera i cancelli.
Vedi i cancelli che si aprono.
Senti le tue mani sui tuoi fianchi,
la tua bocca che si apre come un utero
dando alla vita la tua voce per la prima volta.
Vai cantando volteggiando nella gloria
di essere estaticamente semplice.
Scrivi la poesia

La felicità

C’è una felicità, una gioia
nell’anima che è stata
sepolta viva in ciascuno di noi
e dimenticata.
Non si tratta di uno scherzo da bar
Né di tenero, intimo umorismo
Né di amicizia affettuosa
Né un grande, brillante gioco di parole.
Sono i superstiti sopravvissuti
a ciò che accade quando la felicità
fu sepolta viva, quando essa
non guardò più
dagli occhi di oggi, e non si
manifesta neanche quando
uno di noi muore
semplicemente ci allontaniamo
da tutto, soli
con quello che resta di noi,
continuando ad essere esseri umani
senza essere umani,
senza quella felicità.

Questa sei tu (Per Raffaella Marzano)

Rendi possibile
ciò che non può esattamente essere,
capisci ciò che non può
precisamente essere capito,
posi il piede
dove c’è un’impronta
risonante nella terra
a cui esso appartiene,
aspetti prima di mangiare
di vedere se
gli altri hanno bisogno di altro
ti preoccupi di portare alla luce le cose
solo per tradurle in speranza.

Quando penso all’Italia
una specie di pianto
sale ai miei occhi,
non perché sono triste
ma perché sto cantando.

Questa sei tu.

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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