Un’autrice di culto di lingua spagnola, morta suicida a 36 anni. La vita sentita come una ferita non rimarginabile, un tono intenso ed estremo, la porta aperta verso ciò che la vita non è. Un rapporto con l’esistenza ma anche con la morte che è drammatico e ardente, una certa attitudine visionaria con lampi di surrealismo.
Nomi e figure
Lo splendore dell’infanzia oscura,
la tristezza imperdonabile
tra bambole, statuine,
cose mute, propizie
al duplice monologo
tra me e il mio antro lussurioso,
il tesoro dei pirati sepolto
nella mia prima persona singolare.
Non si aspetta
nient’altro che musica
e lascia,
lascia che la sofferenza
che vibra in forme traditrici
e fin troppo belle
tochi il fondo dei fondi.
Abbiamo cercato
di farci perdonare
ciò che non abbiamo fatto,
le offese fantastiche,
le colpe fantasma.
Per mezzo della bruma,
dei nessuno, delle ombre,
abbiamo espiato.
Ciò che voglio
è onorare colei
che possiede la mia ombra:
colei che strappa al nulla
nomi e figure.
La tua voce
Acquattato tra i miei versi
canti nella mia poesia.
Ostaggio della tua dolce voce
Pietrificata nella mia memoria.
Uccello afferrato alla sua fuga.
Raffica tatuata da un assente.
Orologio che batte con me
Perché io mai mi svegli.