23 Gennaio 2022

Ancora mi solleverò.

Claudio Volpi
Ancora mi solleverò.

Oggi alcune poesie di Maya Angelou (1928-2014), grande poetessa afroamericana, che ha combattuto contro la violenza sulle donne, lei stessa fu vittima di uno stupro all’età di sette anni. Una voce potente, che scuote le coscienze, che celebra l’amore, la bellezza, la libertà. Ha celebrato la Blackness, ma anche cantato la vita quotidiana e le lotte degli afroamericani. Il suo canto diventa una voce universale che racconta di difficoltà, di perdite, del desiderio di rialzarsi e di combattere per la libertà. Le sue poesie parlano di amore, della forza della bellezza delle donne, della Black Beauty, della lotta per i diritti civili, che l’ha vista scendere in campo al fianco di Martin Luther King, della fiamma interiore e luminosa che arde nel cuore delle donne e degli uomini che cercano giustizia. Leggete la prima poesia, si tratta di un avvertimento prezioso, nessuno può cavarsela da solo; poi andate avanti, leggete fino in fondo le altre due poesie, non vi fate scoraggiare dalla loro lunghezza, proverete il brivido e l’emozione di parole che scuotono per la loro forza e per la loro verità, che esortano nonostante tutto a non mollare mai, ad essere orgogliosi e fieri di ciò che siamo, a vivere con coraggio il tempo della nostra vita.

Soli

A letto, a pensare
Ieri notte
Come trovare casa
alla mia anima
Dove L’acqua non
abbia sete
E il pane non sia
pietra
Ho capito una cosa
Non credo di
sbagliarmi
Che nessuno
Ma nessuno
Qui può cavarsela
da solo.

Da solo, tutto solo
Nessuno, proprio
nessuno
Qui può cavarsela
da solo.

Ci sono milionari
Con denaro che
non sanno usare
Le mogli corrono a
destra e a manca
come furie
I loro figli fanno il
piagnisteo
Si rivolgono
a medici costosi
Per curare i loro
cuori di pietra.
Ma nessuno
No, nessuno
Qui può cavarsela
da solo.

Adesso se mi
ascolti
attentamente
Ti dirò quel che so
Nuvole tempestose
si vanno adunando
Il vento soffierà
La razza umana
soffre
E io ne sento
i gemiti,
Perché nessuno
Ma proprio
nessuno
Qui può cavarsela
da solo.

Still I rise Ancora Io mi sollevo

Puoi svalutarmi nella storia
Con le tue amare, contorte bugie,
Puoi calpestarmi nella più fonda sporcizia
Ma ancora, come la polvere, mi solleverò

La mia sfacciataggine ti infastidisce?
Perché sei così oscurato dalla malinconia?
Perché io cammino
Come se avessi pozzi di petrolio
Che sgorgano nel mio soggiorno.


Proprio come le lune e i soli,
Con a certezza delle maree,
Proprio come le speranze
Che si librano alte,
Ancora mi solleverò.

Volevi vedermi distrutta?
Testa china ed occhi bassi?
Spalle che cadono come lacrime,
Indebolita dai miei
Pianti di dolore.

La mia superbia ti offende?
Non prenderla troppo male
Perché io rido come se
Avessi miniere d’oro
Scavate nel mio giardino

Puoi spararmi con le tue parole,
Puoi tagliarmi coi tuoi occhi,
Puoi uccidermi con il tuo odio,
Ma ancora, come l’aria,
Mi solleverò.

La mia sensualità ti disturba?
Ti giunge come una sorpresa
Che io balli come se
Avessi diamanti
Al congiungersi delle mie cosce?

Fuori delle capanne
Della vergogna della storia
Io mi sollevo
Sopra un passato che ha
Radici nel dolore
Io mi sollevo
Sono un oceano nero,
Agitato e vasto,
Sgorgando e gonfiandomi
Io genero la marea.
Lasciando alle spalle
Notti di terrore e paura
Io mi sollevo
In un nuovo giorno che
è meravigliosamente limpido
Io mi sollevo
Portando i doni che
i miei antenati hanno dato,
Io sono il sogno
E la speranza dello schiavo.
Io mi sollevo
Io mi sollevo
Io mi sollevo

Le belle donne

Le belle donne si domandano
dove si celi il mio segreto.
Non sono appariscente,
né disegnata per vestire
taglie da modella,
ma quando comincio a raccontarmi
credono stia raccontando storie.
Dico loro
Che è nello spazio del mio abbraccio,
è nell’ampiezza dei miei fianchi
è nell’andatura del mio passo,
è nella linea delle mie labbra.
Sono una donna,
intensamente.
Sono una donna
fenomenale
Ecco io chi sono.
Quando entro in una stanza,
disinvolta, come piace a te
E cammino verso un uomo
tutti gli altri si alzano in piedi
O cadono sulle ginocchia,
poi si raccolgono intorno a me
Come le api intorno al miele.
Dico loro
Che è il fuoco del mio sguardo,
è lo splendore del mio sorriso
è l’ondeggiare della mia vita,
ed è la gioia nei miei piedi.
Sono una donna,
intensamente.
Una donna fenomenale
Ecco io chi sono.
Anche gli uomini si domandano
cosa vedano in me,
ci provano davvero,
ma no riescono a toccare
l’essenza del mio mistero.
Quando tento di mostrarlo
essi dicono che ancora non vedono.
Dico loro
Che è nell’arco della mia schiena,
è nella luce del mio sorriso,
è nel sentiero dei miei seni,
è nella grazia del mio stile.
Sono una donna,
intensamente.
Sono una donna
fenomenale.
Ecco chi sono io.
Ora puoi comprendere
perché il mio capo non è chino.
Io non urlo o salto in giro
io non parlo con un grido.
E quando mi vedi passare
provi un orgoglio glorioso.
Io dico
è nello scatto delle mie ginocchia,
è nell’onda dei miei capelli,
è nel palmo delle mie mani,
è nel bisogno delle mie attenzioni.
Perché io sono una donna,
intensamente.
Una donna fenomenale.
Ecco chi io sono.

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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