20q] A Terni fu organizzata una mostra sindacale[1] importante: per partecipare a queste mostre non era necessario essere iscritti al partito fascista, e allora i partecipanti erano molti. La mostra fu organizzata in un circolo famoso di Terni, e l’allestimento fu curato da Aniceto Zingarini. Ecco che un artista notissimo che si trovava in Orvieto venne a Terni, Ciaurro Ilario[2], e diede il suo prezioso contributo nell’allestimento della mostra, della quale posseggo il catalogo.
Fu per me un grande successo personale, perché molti critici scrissero in maniera assai lusinghiera su di me, e le vendite furono molte; ricordo che nel totale misi insieme una somma per me impressionante allora come 4.200 lire. Questa somma era il totale di molti quadri, tra i quali quello che si trova nella galleria municipale ed ha per titolo “I vespri”, e tanti altri che non so che fine abbiano fatto.
[20qbis][3] Gli acquirenti erano non dei privati, ma degli enti, e gli amministratori radunarono in una somma totale il tutto. Questi mandati non arrivavano mai per le lungaggini burocratiche, finché una mattina mi arrivò l’avviso che mi dovevo recare alla “Cassa di Risparmio” in via Corso Tacito.
La notte non dormii mai al pensiero che una somma così grossa fosse capitata nelle mie mani, e la mattina mi recai nei pressi della banca a riscuotere i soldi.
La porta era ancora chiusa, tanto presto ero arrivato; finalmente la porta si aprì e fui uno dei primi a presentarmi allo sportello addetto, presentai l’avviso e l’impiegato contava il denaro di fronte a me. Io alla vista di quei bigliettoni da mille cominciai a perdere la testa, mentre l’impiegato mi invitò a firmare prima di consegnarmi i soldi. Mi prese un improvviso [21q] tremore alle mani, che non fui in un primo momento capace di tenere la penna ferma. Pregai l’impiegato di attendere un momento per quell’inconveniente, e mi domandò che cosa mi succedeva. Io risposi con molta franchezza e dissi: ‹‹Io non ho avuto mai un soldo nella mia vita, e vedere tanto danaro mi fa una impressione che non so descrivere››.
Mi armai di coraggio e finalmente riuscii a mettere la firma e incassare quel danaro.
Corsi a casa e stesi sul letto quei bigliettoni, e non finivo mai di guardarli.
[1] Con “mostra sindacale” si intendeva una delle mostre che, periodicamente, venivano organizzate dal Sindacato fascista degli artisti. A differenza di quanto potrebbe far credere la denominazione del soggetto promotore, i regolamenti di queste iniziative aprivano le porte delle mostre agli artisti sindacati e non sindacati (ed era quest’ultimo il caso di Maceo Angeli, che solo più tardi risulta essersi iscritto al sindacato) stabilendo solo talvolta qualche lieve vantaggio nella tassa di iscrizione e nelle percentuali di vendita a favore dei primi. Tutti, iscritti e non, dovevano sottomettersi ad una giuria di ammissione. Questa, in particolare, dovrebbe essere la terza mostra del sindacato fascista delle Belle Arti. dell’Umbria, tenutasi a Terni nel 1932. Si trattava di occasioni importanti e attese, sia dagli artisti che dai potenziali acquirenti. Angeli partecipò più volte, vincendo anche dei premi.
[2] Ilario Ciaurro nacque nel 1889 a Cicciano, in provincia di Napoli, da famiglia povera. Si trasferì poi in Umbria, studiando all’Istituto d’Arte di Perugia e parallelamente all’attività di pittore lavorò con successo in varie manifatture umbre di ceramica, fino ad installarsi con una propria azienda ad Orvieto. Si trasferirà infine a Terni, rimanendo sempre in grande amicizia con Maceo Angeli, e a Terni morirà nel 1992.
[3] Il n. 20 è stato, evidentemente per distrazione, utilizzato per la numerazione di due fogli diversi.
Edizione a cura di Francesco Lampone
Il prossimo capitolo del memoriale verrà pubblicato
giovedì 27 Gennaio 2022:UN VIAGGIO A ROMA