17 Febbraio 2022

§23 – L’insegnamento e la ceramica

Maceo Angeli
§23 – L’insegnamento e la ceramica
Maceo Angeli e i suoi allievi non vedenti dell’Istituto Serafico

Leggi la nota introduttiva

Finalmente una grande novità per me. Padre Principe[1], direttore della scuola per ciechi e sordomuti di Assisi, mi offrì il posto di insegnante di disegno per i sordomuti, e la plastica per i ciechi.
Padre Principe sapeva che non avevo l’iscrizione al partito fascista ma egli, che non aveva dimestichezza con i fascisti, mi assunse comunque. Fu un fatto importante per la mia vita, finalmente avevo la possibilità di avere qualcosa di sicuro alla fine del mese, e la possibilità di mantenere anche in maniera assai modesta una famiglia. Ma momenti molto curiosi e contrastanti si presentarono nella mia vita: fare la scuola, cosa per me entusiasmante; ed occuparmi di politica, giacché avevo deciso di essere comunista iscritto. Era una cosa assai pericolosa, a quei tempi: si trattava, minimo, di finire in galera. Cominciai a fare le ceramiche in casa mia, credendo di sapere tutto a quei tempi (1934-35). Costruii un forno a legna per la cottura della ceramica; mi ero attenuto alle istruzioni ricevute ad Orvieto dal maestro Ciaurro ma, non so come, le prime cotture mi vennero male. La colpa era mia in quanto non tenevo [29q] conto che occorreva una grande pratica che io non avevo.
Mi recai a Deruta per assistere alle cotture eseguite con forni a legna nella fabbrica dei fratelli Grazia[2], i quali mi accolsero fraternamente e disinteressatamente, e cominciai a rendermi conto sul come mi dovevo comportare. Conobbi un tale Ribigini[3], ceramista, il quale assistette qui in Assisi a una cottura, e finalmente ottenni il risultato di vedere una ceramica eseguita per la prima volta in Assisi. Grande gioia e grande speranza, ma non fu così, e quasi nessuno apprezzava le mie ceramiche perché erano completamente diverse da quelle che facevano a Deruta.
Quindi contrarietà e grosse difficoltà, perché non avevo soldi per pagare la legna e gli altri materiali occorrenti (colori ed altro), ma bisognava stringere i denti e tirare avanti.


[1] Padre Giovanni Principe, un francescano dei Frati Bigi, fu inviato nel 1912 a dirigere l’Istituto Serafico per ciechi e sordomuti di Assisi, istituito nel. 1887 da S. Ludovico da Casoria. Esercitò le sue funzioni con energia e spirito di innovazione, e rimase nella carica fino al 1940, data della sua morte improvvisa. Maceo Angeli è ben visibile in prima fila nelle riprese delle solenni cerimonie per la traslazione del suo corpo, avvenute nel 1951.
[2] Il nome, evidentemente dimenticato, è sostituito nel manoscritto da puntini di sospensione. Nei ricordi della figlia di Angeli, Ginevra, si trattava dei fratelli Grazia (e perciò il nome è stato integrato nel testo, per comodità del lettore), titolari di una plurisecolare e prestigiosa manifattura di maioliche a Deruta, e imparentati strettamente con l’assisano Americo Lunghi, fotografo e ceramista di valore con un passato in Argentina.
[2]È un cognome riferibile a più ceramisti di Deruta.

Edizione a cura di Francesco Lampone

Il prossimo capitolo del memoriale verrà pubblicato
giovedì 24 Febbraio 2022:

L’ANTIFASCISMO AD ASSISI

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