Una poesia del poeta greco Kriton Athanasulis (1917-1979), resa famosa anche da Vittorio Gassman che la recitò in una puntata di Canzonissima del 1972 dedicandola a suo figlio Alessandro.
Testamento
Non voglio che tu sia
lo zimbello del mondo.
Ti lascio il sole
che lasciò mio padre a me.
Le stelle brilleranno
uguali e uguali
ti indurranno le notti
a dolce sonno.
Il mare t’empirà di sogni.
Ti lascio il mio sorriso
amareggiato:
fanne scialo
ma non tradirmi.
Il mondo è povero oggi.
S’è tanto insanguinato
questo mondo
ed è rimasto povero.
Diventa ricco tu
guadagnando
l’amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta
incompiuta
e l’arma con la canna
arroventata.
Non l’appendere al muro.
Il mondo ne ha bisogno.
Ti lascio il mio cordoglio.
Tanta pena vinta
nelle battaglie
del mio tempo.
E ricorda.
Quest’ordine ti lascio.
Ricordare vuol dire
non morire.
Non dire mai
che sono stato indegno,
che disperazione
mi ha portato avanti
e son rimasto indietro,
al di qua della trincea.
Ho gridato, gridato
mille e mille volte no,
ma soffiava un gran vento
e pioggia e grandine
hanno sepolto
la mia voce.
Ti lascio la mia storia
vergata con la mano
d’una qualche speranza.
A te finirla.
Ti lascio i simulacri
degli eroi
con le mani mozzate,
ragazzi che non fecero
a tempo ad assumere
austera forma d’uomo,
madri vestite a bruno,
fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria
di Belsen e di Auschwitz.
Fà presto a farti grande.
Nutri bene
il tuo gracile cuore
con la carne
della pace del mondo,
ragazzo, ragazzo.
Impara che milioni
di fratelli innocenti
svanirono d’un tratto
nelle nevi gelate
in una tomba comune
e spregiata.
Si chiamano nemici; già.
I nemici dell’odio.
Ti lascio l’indirizzo
della tomba
perché tu vada
a leggere l’epigrafe.
Ti lascio accampamenti
d’una città
con tanti prigionieri,
dicono sempre sì,
ma dentro loro mugghia
l’imprigionato no
dell’uomo libero.
Anch’io sono di quelli
che dicono di fuori
il sì della necessità,
ma nutro, dentro, il no.
Così è stato
il mio tempo.
Gira l’occhio dolce
al nostro crepuscolo amaro,
il pane è fatto pietra,
l’acqua fango,
la verità un uccello
che non canta.
È questo che ti lascio.
Io conquistai il coraggio
d’essere fiero.
Sforzati di vivere.
Salta il fosso da solo
e fatti libero.
Attendo nuove.
È questo che ti lascio.