11 Settembre 2024

La via dei canti

Francesco Berni
La via dei canti

Dave è lo skipper che ci guida tra le calme acque oceaniche. Si muove sicuro e spavaldo, con la sua pelle scura bruciata dal sole equatoriale e il cappello sempre in testa da cui spuntano folti capelli ingrigiti dal mare della vita. Non vuole essere aiutato da nessuno, impartisce ordini a tutti scoppiando poi in grasse risate da cui emergono i ganci metallici che tengono i ponti tra i suoi denti scassati.

La sua risata, gradassa e fragorosa, è accompagnata da battute a limiti del politicamente corretto.

Provo a chiedergli se ha bisogno di una mano.

‘Relax buddy, I don’t need anyone’.

Freddato dalla sua risposta, evito di interagirci anche per il suo difficile modo di parlare.

L’ultimo giorno dopo una nuotata nelle gelide acque tra le Whitsunday, torno in barca.

Siamo solo noi due, gli chiedo se ha fatto sempre lo skipper. ‘No, I worked as a fisherman for many years’.

Gli chiedo da dove viene, mi risponde in modo freddo e netto: ‘North east of Australia, Buddy!‘.

Incominciamo a parlare e mi cita le famose songlines, le vie dei canti degli aborigeni.

‘Of course I heard about it reading Chatwin’s book!‘. Si toglie gli occhiali, mi da la mano e me la stringe in modo vigoroso. ‘Well done, Buddy! I am glad for that!’

Da quel momento ha cominciato a guardarmi con occhi diversi. Non sono più il viso pallido venuto a divertirsi su una barca per bere birra e fare snorkeling ma una persona interessata alla sua cultura.

Gli aborigeni sono così, burberi e diffidenti all’inizio. Lui è un nativo o come ripete in continuazione ‘we are the first nation!’.

Si apre come non aveva fatto con nessuno prima.

Mi racconta che nelle isole Whitsunday ci sono ancora degli aborigeni. Mentre guida la barca, ci affacciamo su una baia dalla bellezza struggente,

‘This is called Katherine bay, a name given by the colonizers obviously’.

Chiama quello che è successo alla sua gente con una parola molto chiara: ‘genocide’.

Sento rabbia e senso di rivincita.

Mentre me ne parla osserva l’orizzonte e mi chiede di seguirlo da una parte all’altra del pontile tra un timone ed il suo gemello.

Pensa che il referendum è stato una presa in giro, ‘we need to listen to the Aborigines and not think paternalistically about what they need’.

Gli racconto del mio stupore a Darwin quando appena arrivato realizzai che gli unici senzatetto della città erano esclusivamente nativi.

Annuisce con la testa.

Gli chiedo se con le nuove generazioni i loro saperi sono trasmessi e tramandati.

‘It depends, we definitely won’t die’ mi risponde in modo risoluto.

‘Many kids continue the lore but others don’t, there is a lot of drug and alcohol abuse but the government does nothing about it’.

Gli racconto del mio incontro a Mission Beach con Valerie e Leonard, gli mostro la foto, ride divertito.

La prossima tappa sarà K’gari, gli chiedo consigli. Non conosce la zona, le comunità aborigene sono moltissime in tutta l’Australia e spesso con culture assimilabili ma diverse.

‘Don’t worry buddy with your spirit of research I’m sure you will find someone who can help you’.

Mi affascinano questi aborigeni,

la loro frammentazione, tracce di un racconto mai dimenticato. Tante tribù diverse sparse per l’Australia ciascuna con i propri canti e racconti che gli assegnano un destino e un modo per orientarsi nel mondo. Raccontare è un qualcosa di antico come l’umanità. La necessità di riordinare, riconducendo il tutto ad una visione di senso.

Nel frattempo sento urla di gioia a prua, corro velocemente, due balene di fronte alla nostra barca, salti acrobatici, un emozione mai provata.

È arrivata la benedizione,

Alla prossima tappa.

Francesco Berni

Urbanista. Consulente del Comune di Milano per progetti di rigenerazione urbana e innovazione sociale. Ho lavorato per enti pubblici e privati nel campo della progettazione e pianificazione urbanistica. Svolgo attività di studio e ricerca presso il Dipartimento di Architettura DIDA dell’Università degli Studi di Firenze su temi legati alla rigenerazione urbana, innovazione sociale e disegno della città. Appena posso però me ne torno tra i vicoli di Assisi.

Seguici

www.assisimia.it si avvale dell'utilizzo di alcuni cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore se vuoi saperne di più clicca qui [cliccando fuori da questo banner acconsenti all'uso dei cookie]