24 Marzo 2024

Anche nel Tremila ci saranno i poeti.

Claudio Volpi
Anche nel Tremila ci saranno i poeti.
Venere degli stracci - Pistoletto

Il 21 marzo è stata la giornata mondiale della poesia, ma tutto queste mese è dedicato alla poesia con numerosissime manifestazioni ed eventi. Così proseguiamo con alcune riflessioni importanti, che ci possano orientare e stimolare. E’ uscita da poco un’opera imponente, “Dimmi un verso anima mia”, Crocetti Editore, un antologia della poesia universale di più di  milleduecento pagine, per chi ama la poesia un  libro da tenere sempre a portata e consultare secondo l’ispirazione, aprendolo, perché no, anche a caso. Dalla sua introduzione riportiamo alcuni pensieri: “…E davvero la poesia ha bisogno di essere difesa? E contro chi? Credo che chiunque abbia scritto o scriva versi lo sappia molto bene: dall’indifferenza del mondo per questa forma d’arte. Dall’ignoranza dilagante e dalla miseria culturale della stragrande maggioranza degli uomini politici e di potere. Dall’impotenza dei critici letterari, anche di quelli seri e preparati, sovrastati come sono dalla mole immensa delle pubblicazioni, e scoraggiati da giornali e riviste che concedono loro spazi ridottissimi. Dalla corruzione sistemica e dallo sfacciato accumulo di ricchezze ai danni dei meno abbienti, dal disinteresse di molti nei confronti del prossimo. Da un mondo che con criminale incoscienza corre verso la catastrofe. A che pro, allora occuparsi e preoccuparsi della poesia? Forse perché se in così tanti la scrivono è necessaria. E forse l’unico modo per difenderla è quello di farla arrivare al maggior numero possibile di persone, cercando di ribadirne l’importanza e la bellezza… La poesia, affermava Shelley, è a forma più elevata di immaginazione creativa, nella quale affondano le proprie radici le più autentiche istituzioni umane, è qualcosa di divino, il centro e la circonferenza della conoscenza. Ci sono paesi, e l’Italia purtroppo non è tra questi, che rispettano e onorano i poeti, In Grecia, per fare un esempio, quando muore un poeta, un vero poeta, la sera stessa la televisione di Stato e i canali privati gli dedicano trasmissioni speciali. E ai suoi funerali partecipano il sindaco della città, il ministro della cultura, il presidente del consiglio e il capo dello Stato, oltre a una grande folla di gente comune. In Grecia… In Italia questi onori sono riservati ai politici, ai calciatori e ad alcuni attori e cantanti” (N. Crocetti). Decenni fa anche nel nostro paese i poeti erano più rispettati e onorati, intervistati, ascoltati sui problemi più importanti, pensate a Ungaretti, Montale, Pasolini, Luzi, onorati e trattati con profondo rispetto da tutto il paese, alcuni per i loro meriti sono persino diventati Senatori a vita. Oggi questo sarebbe impensabile…  Vediamo perciò anche da questo come è cambiata in peggio la nostra società. “Nondimeno, ognuno che in qualche modo si occupi di poesia, o abbia fatto di questo la missione della propria esistenza, ha il dovere di tentarne, come può, una difesa. Certo debole, forse inutile, forse disperata, perché condotta con armi spuntate contro le forze preponderanti dell’incultura e dell’indifferenza. Ma necessaria” (N. Crocetti). Pur se è una battaglia persa in partenza, proprio per questo dobbiamo combatterla. E ora, finalmente, alcune poesie, che oggi abbiamo scelto secondo l’umore, che è umbratile e sentimentale, come l’aria dei quadri del Perugino.

La tua mano

Guarda,
non chiedo molto,
solamente la tua mano,
tenerla come
una piccola rana
che così
dorme contenta.
Io ho bisogno
di questa porta
che aprivi
perché vi entrassi,
nel tuo mondo,
questo pezzetto
di zucchero verde,
di tonda allegria.
Non mi presti
la tua mano
questa notte
di fine anno,
di civette rauche?
Tu per ragioni tecniche
non puoi.
Allora io la tesso
nell’aria,
ordendo ogni dito,
e la seta setosa
della palma
e il dorso,
questo paese
d’alberi azzurri.
Così la prendo
così la sostengo,
come se ciò dipendesse
moltissimo del mondo,
il succedersi
delle stagioni,
il canto dei galli,
l’amore degli uomini.

                     Julio Cortazar

Generalizzando

Tutti riceviamo
un dono.
Poi,
non ricordiamo più
né da chi
né che sia.
Soltanto,
ne conserviamo
pungente
e senza condono
la spina della nostalgia.

                    Giorgio Caproni

Di padre in figlio

mio padre scriveva
poesie sull’agenda
delle banche

ci metteva le mani
dure di calli
per riempire la città
in cui ha vissuto
per anni

lavorava in ferrovia
a misurarsi
con nuvole
e risparmi
in una parte di mondo
che forse
ha qualcosa di me

sarà stata l’Europa 51
quando mio padre
diventò un poeta
amore dentro
una sala del cinema
un pieno smisurato
di addii
baci censurati
e silenzi più trasparenti
come lacrime
a luci spente.

L’assoluzione
risponde al mare
all’onda bassa
alla tempesta

che mi è familiare
oggi come il profumo
di salsedine
su Porto Recanati
apro larghe
le narici
come quando
tredicenne
fingevo di scomparire
in un film
di Rossellini

oggi ch’è
il suo compleanno
è settembre
di un altro anno
e sto scrivendo
questa poesia
per lui

come se avessimo
viaggiato insieme
da sud a nord
come se avessimo
amato entrambi
Ingrid Bergman
e il nostro perdono
avesse dato scandalo
come due grandi poeti
che per tutta la vita
non si sono mai letti.
                     Maurizio Evangelista

La notte amica

Sei nuova sei antica
nel tempo
della notte amica.
Ti tracciano
sciami di stelle
scese nell’acqua nera.
Immersi nel buio
senza fondo,
senza sera,
inseguiamo le nostre
brevi scie sorelle.
Parlo alla tua voce
nel buio senza rotta.

                 Ernesto Franco

Non per il superbo

Non per il superbo
che s’apparta
Dalla luna che infuria
io scrivo
Su queste pagine
di spuma
Né per i morti
che torreggiano
con i loro usignoli
e i loro salmi.
Ma per gli amanti,
per le loro braccia
Attorno alle angosce
dei secoli.
Che non pagano
lodi né salario
E non si curano
del mio mestiere o arte.

                             Dylan Thomas

Claudio Volpi

Nato ad Assisi, dove vive e lavora. Laureato in Lettere Moderne, si occupa di Arte e Antiquariato, ha una Galleria D’Arte nel centro storico della città. Dagli anni ottanta ha pubblicato diverse raccolte di poesie, l’ultima quest’anno con il volume “Voci Versate”, Casa Editrice Pagine Roma.

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