Dopo le brevi divagazioni sulle vicende della vita Politico-Amministrativa, che in un certo qual modo interessano tutti noi, torniamo ai fatti di scuola.
Sono fatti più sereni e genuini, con episodi caratterizzati da avvenimenti gioiosi, divertenti, irripetibili per il vecchio maestro e gli stessi alunni, ripetibili solo nella nostalgia del mio ricordo: per me nei nipoti, per voi nei figli.
Per tutti gli anni scolastici l’incontro mattutino con i miei alunni, femminucce e maschietti, in particolar modo con i bambini degli anni del dopo guerra, anni miseri per tutti, molto difficili anche per il maestro, era un incontro sempre nuovo, affettuoso, atteso.
Il mio modo di comportarmi non destava loro soggezione. Avevano confidenza e rispetto, dimostravano il loro affetto in tante occasioni e in tanti modi. Sul vecchio tavolo del maestro non mancavano mai fiori di campo. Alla stagione: violette, ciclamini, giunchiglie, foglie assortite, un frutto, mazzetti di asparagi, semi particolari, ghiande… e di tutto un po’; a volte, un “triangolo di torta”!
Alessandro, babbo di Fiorella, sterminatore di tordi, non mancava il suo omaggio al maestro, specie quando il carniere lo permetteva e il passo dei tordi era abbondante.
Mi piace ricordare anche l’offerta fattami da Angelo di una beccaccia e di citare il racconto che fece con un certo affanno, ma con gli occhi che gli brillavano dalla gioia mentre me la porgeva: «con una sola botta, babbo ne ha viste cadere due, questa è per voi!». Al mio «grazie» aggiunsi: «dimmi Angelo, quella non mirata è morta di paura?»
«Noo, è una beccaccia nata scarognata» fu la risposta che mi fece secco, in quanto Angelo aveva compreso che non avevo creduto al suo racconto. Invece Ernesto, il babbo, mi confermò che la sera prima, in località Campaccio, il rarissimo e quasi impossibile fatto gli era veramente accaduto! Mirare a una e vederne cadere due! A queste gentilezze ricambiavo come potevo.
Angelo, lo scolaretto minuto dalla cartella sproporzionata, è oggi un uomo felicemente sposato, bravo, onesto tecnico in elettronica, con baffi alla cinese, sempre gioviale, gentile e sorridente. Citando Angelo, nome particolare, sento il desiderio di ricordare tutti: Franco, Nello, Stefano, Margherita, Anita, Vitalina, Giuseppina, Antonio, Marsilio, Marcello, Vittorio, Pina, Rita, Maria Luisa, Romilde, Villelma, Fulvio, Primo, Orlando, Luigi, Zelinda, Assunta, Sabino, Gino, Riccardo, Luigi, Bruno, Francesco, Gino, Rufino, Mario, Enzo, Chiara, Francesca, Giannina, Giovanna, Luigi, Gino, Renato, Chiara Giovanna, Elio, Marcello, Chiara, Liliana, Maria Pia, Renzo, Sergio, Carlo, Chiara, Maria Angela, Guerrino, Giancarlo, Luciano, Marco Emilio, Rita, Laura, Marisa, Angelo, Nazzareno, Giovanna, Massimo, Graziella, Milena, Veneranda, Gino, Mirella, Enzo, Giovanna, Serenella, Enrico, Giancarlo, Anna Rita, Fiorella, Nadia.