Il mio impegno di Amministratore non ebbe termine con l’Amm. Cianchetta; gli aumentati consensi ottenuti nelle successive competizioni Amministrative[24] mi condussero a ricoprire la carica di Vice Sindaco[25] con l’Amm.ne di Giorgio Costantino, negli anni 1965-70. Eletto Sindaco nel 1970[26], fui costretto alle dimissioni per il mancato accordo di formare la Giunta[27]. Venni eletto Consigliere nelle Amministrative del 1973[28], anno in cui iniziarono le mie responsabilità di Sindaco[29]. Le realizzazioni dell’Attività Amministrativa, per maggiore informazione possono essere verificate consultando gli atti e documenti in Comune. Ripresentato dal Partito come Capolista nella competizione elettorale del maggio 1978, l’elezione fu premiata con molti voti in più e determinando l’aumento di due Consiglieri, da 12 a 14[30]. Eletto Sindaco, fui l’unico del dopo guerra ad essere riconfermato per la seconda legislatura! Se ci sono commenti li lascio fare agli altri, i miei sono, senza falsa modestia, ricordi di giustificato orgoglio per l’impegno e il lavoro svolto. Boccacci Enzo è ormai un libro chiuso, ben riposto in biblioteca, da consultare non per togliere la polvere, ma per leggere pagine sull’onestà, sulla disponibilità verso la gente e come ci si deve comportare e rispondere all’esigenza di chi ha riposto fiducia. Sottolineo: non tradire mai, essere leali, onesti. Aver ricordato gli importanti e fondamentali problemi della montagna è stato per me ricordare di averla rappresentata con la necessaria autorità, con l’impegno e il lavoro richiesto, non dimenticando il consenso, la collaborazione di tanti amici di Partito che, nel formulare i programmi elettorali, hanno dato lo spazio necessario ai problemi della montagna. Farmi dichiarare con orgoglio, da sempre, di essere stato Sindaco di estrazione della frazione di Costa di Trex[31] scaturisce naturalmente dalla vostra fiducia espressa in voti, che furono, come già accennato, determinanti per la mia prima elezione, dando così l’avvio alla mia attività amministrativa. È giustificata, dunque, la dichiarazione di sentirmi e di essere stato Sindaco del Comune, ma l’alta carica ebbe avvio nell’aria senza alcun inquinamento, quell’aria pulita della Montagna, che ho sempre continuato a respirare sui banchi comunali e oltre! Molte frazioni oggi possono vantare di avere dato al Comune di Assisi Sindaci, vedi: le Viole con Costa[32]; Castelnuovo con Profumi[33]; Petrignano con Romoli[34], Santa Maria degli Angeli con Vitali[35]. Santa Maria degli Angeli, considerata il polmone di Assisi per popolazione, per attività turistiche, commerciali, industriali e artigianali ha raddoppiato, negli ultimi anni, nell’esprimere per la seconda volta di seguito il sindaco con Claudio Passeri, autentico Angelano[36]. A lui facciamo molti auguri di buon lavoro, unitamente ai suoi diretti collaboratori, invitandolo, se ce ne fosse bisogno, a tener presente che esiste un vasto territorio produttivo montano, con i suoi grandi problemi. Vorrei concludere con una mia personale convinzione: come altre frazioni, anche Costa di Trex ha espresso, il suo Sindaco in Enzo Boccacci, che ha indossato la maglia Rosa più di tutti i Sindaci del dopo guerra ad oggi. L’ha indossata senza interruzione dal giorno della prima tappa febbraio 1973 fino alla conclusione del “giro”, nel maggio 1978. Fu una vittoria finale ottenuta per il perfetto gioco di squadra degli undici Consiglieri e la resistenza del Capitano, che nei momenti duri delle tappe di montagna, di quelle a cronometro contro il tempo e negli arrivi in volata, sapeva far valere preparazione amministrativa e forza politica nell’affrontare gli attacchi degli avversari. Ha pedalato sempre a tutto ritmo, qualche volta anche per gli amici che denunciavano sintomi di stanchezza! Fui ripresentato dal Partito come capolista nelle elezioni Amministrative del maggio 1978, elezioni che dettero un grande successo: 14 consiglieri alla lista della Democrazia Cristiana. Era il premio per il lavoro svolto dalla precedente Amministrazione e per la positiva valutazione da parte dell’Elettorato dei nuovi programmi D.C. L’aumento di oltre mille voti determinò due Consiglieri in più e la possibilità politica di formare nuove maggioranze. Con la elezione a Consigliere del maggio, il 7 agosto del 1978, dopo lunghe trattative, fui eletto Sindaco, indossando così per la seconda volta la maglia “Rosa” che portai ininterrottamente fino al 1981, quando per “provocata caduta”[37] la dovetti lasciare! “Allo Sponsor” e alla mia squadra il procurato incidente non giovò molto, visti i risultati del dopo “giro”. Elezioni 1983: perdita di due Consiglieri, perdita del Sindaco, perdita di oltre mille voti! Una mossa politica sbagliata, ne parlerò più dettagliatamente in un altro scritto38.
UN BILANCIO POLITICO E PERSONALE
Leggendo le “divagazioni” riguardanti la mia azione nel campo pubblico, potrete anche pensare che nel ricordarla abbia messo da parte la dovuta modestia. Vi avverto che sarebbe un grave errore d’interpre-tazione, in quanto illustrate da un personaggio che nulla ha più da chiedere e da dare; nello stesso tempo, però non gli si può proibire di ricordare in prima persona dopo averlo sentito per anni da altri, «Quando c’era Boccacci, la sua Amministrazione…». Nulla di straordinario! Solo tanto impegno, tanto lavoro a tempo pieno. Tutto qui il successo, se successo c’è stato. Si può aggiungere la piena, leale, onesta disponibilità al servizio dei cittadini. Considerarsi gli ultimi, per essere considerati e rispettati come primi. Oggi ho 72 anni e vivo di ricordi; dopo essere rinato a nuova vita, per aver superato gravi problemi di salute, che mi hanno fatto rischiare di passare gli ultimi anni immobilizzato su di una carrozzella a rotelle. È stato un “ictus” risolto con l’aiuto di San Francesco e “Santa Liliana”, mia moglie. L’intercessione del Santo è stata forse la grande ricompensa per aver servito per oltre 25 anni con umiltà Francescana e trasparenza, la Sua, la nostra mitica città.
[24] Giorgio Costantino, già precedentemente apprezzatissimo segretario comunale di Assisi, è sindaco della città dal 1965 al 1970, e riesce a comporre una giunta soltanto ricorrendo all’appoggio di due dissidenti del P.S.I.. Risultano rappresentati in Consiglio Comunale:
– la D.C., con 14 consiglieri: Giorgio Costantino, Enzo Boccacci, Raffaello Fratini, Filippo Micheli, Giorgio Bartolini, Salvatore Ascani, Domenico Mecatti, Alessandro Cianetti, Guido Abbati, Quinto Vescovi, Giovanni Romozzi, Mario Sorignani, Agostino Modestini, Romualdo Nizzi;
– il P.C.I. con 8 consiglieri: Maceo Angeli, Luigi Azzarelli, Adelmo Bizzarri, Antonio Diosono, Pietro Mazzoli, Alessandro Mercurelli Salari, Oscar Mercurelli Salari, Vandemiro Graziani;
– il P.S.I., con 5 consiglieri: Bruno Migliosi, Piero Mirti, Giovanni
Rossetti, Domenico Sonno, Irmo Lupattelli;
– il M.S.I., con 2 consiglieri: Luciano Laffranco, Lanfranco Lunghi;
– il P.S.D.I. in tandem con il PRI: Dante Pezzetti.
[25] All’importante incarico descritto si aggiunge la delega allo Sport, cui E.B. tiene molto consentendogli, il 21 settembre 1968, di far inaugurare dal ministro di turno il Complesso Turistico Sportivo “Stadio degli Ulivi”. L’opera all’epoca inorgoglisce buona parte della cittadinanza e sembra promettere molto, corrispondendo a una sensibilità largamente diffusa, ma in realtà non riuscirà mai a trovare un proprio spazio e attualmente versa in condizioni di imbarazzante abbandono.
[26] E.B. sbriga abilmente in poche battute un passaggio storico più che imbarazzante per la sua area politica e, di riflesso, per la città. I risultati delle elezioni del 1970 determinano infatti un’impasse politico grave in anni difficilissimi, segnati localmente dalla fine ingloriosa dei benefici fiscali della legge per Assisi, dalla conseguente crisi della Colussi e dalla chiusura dello stabilimento Montedison. Questa la composizione del nuovo Consiglio comunale, in ordine di preferenze per ciascun partito:
– per la D.C. sono eletti Carlo Borrini, Francesco Frascarelli, Enzo Boccacci, Salvatore Ascani, Raffaello Fratini, Giorgio Costantino, Alessandro Cianetti, Filippo Micheli, Guido Abbati, Fulvio Chiavoni, Quinto Vescovi, Pietro Profumi;
– per il P.C.I. sono eletti Sandro Mercurelli, Giovanni Cianetti, Enzo Falcinelli, Gino Paolo Gori, Giovan Battista Masciotti, Franco Righetti, Eliseo Biagetti, Nazareno Morani, Giampiero Giulietti, Lanfranco Diosono, Luigi Azzarelli;
– per il P.S.I. sono eletti Piero Mirti e Giancarlo Sacconi;
– per la Lista del Piano, Aldo Alessandretti e Giorgio Bartolini;
– per il M.S.I., Luciano Laffranco (ma subentra subito Francesco Del Bianco) e Luigi Brunori;
– Per il PSU, Dante Pezzetti.
Il problema politico è che, sull’onda di tempi divenuti rivoluzionari, comunisti (P.C.I.), socialisti (P.S.I.) e socialdemocratici (PSU) hanno complessivamente conquistato 14 dei 30 seggi del Consiglio Comunale. La Democrazia Cristiana ha solo 12 seggi, perché (e qui sta il cuore politico dell’impasse) un gruppo di angelani di centrodestra, scontenti della cronica sottovalutazione delle frazioni, ha presentato una “Lista del piano”, ottenendo 2 consiglieri; altri 2 sono appannaggio dell’estrema destra del Movimento Sociale (M.S.I.). Una sfortuna per E.B., ben posizionato nella corrente maggioritaria del partito e che nel frattempo è stato anche nominato Cavaliere della Repubblica. Destinato nei pronostici unanimi a futuro Sindaco, invece deve fare anche i conti in casa con l’inatteso successo di un concorrente, Carlo Borrini, già presidente nazionale delle ACLI, che ha ottenuto un numero straordinario di preferenze. Timori incrociati, calcoli personali, pressioni nazionali riempiono mesi di accanite trattative che esplorano ogni direzione senza risultato utile, finché il 18 ottobre 1970 non risulta eletto sindaco proprio E.B., ma con soli 15 voti contro 13 per il socialista Piero Mirti: 2 gli astenuti. Manca una reale maggioranza di governo, essendo chiaro (a dispetto della votazione segreta) l’intervenuto appoggio del M.S.I., e così E.B. si dimette un’ora dopo. È il capitolo finale della saga: dopo altri inutili contorcimenti politici, nello sconcerto generale, il 21 novembre 1970 le funzioni di Sindaco sono giocoforza affidate a un commissario prefettizio, Mario Vaccaro.
[27] La crisi dura più a lungo del previsto, oltre due anni, durante i quali non si aprono reali spiragli per un accordo politico. Durante questa traversata del deserto, E.B. si trincera assumendo direttamente l’incarico di segretario politico comunale della D.C..
[28] È una svista: tecnicamente le nuove elezioni non hanno luogo nel 1973, ma il 15 novembre 1972, anche se la giunta si costituirà solo nel 1973. Risultano rappresentati in Consiglio Comunale:
– la D.C., con 12 consiglieri: Salvatore Ascani, Natale Bianchi, Giorgio Tarquinio, Fosco Valorosi, Alessandro Cianetti, Emanuele Piatti, Pietro Profumi, Enzo Boccacci, Romolo Frascarelli, Americo Becchetti, Trentino Giovagnoli, Graziella Ciancaleoni;
– il P.C.I. con 10 consiglieri: Maceo Angeli, Eliseo Biagetti, Giovanni Cianetti, Angelo Cioccoloni (poi sostituito da Marcello Tosti, a sua volta sostituito da Cesare Pompili, a sua volta sostituito da Emma Grassini), Enzo Falcinelli (poi sostituito da Umberto Chianella), Guizzardo Fioravanti, Salvatore Maggiore, Giovan Battista Masciotti, Alessandro Mercurelli Salari; Franco Righetti
– il P.S.I., con 4 consiglieri: Piero Mirti, Francesco Pettirossi, Giancarlo Sacconi, Bruno Migliosi;
– il M.S.I., con 2 consiglieri: Luigi Brunori (poi sostituito da Marcello Tardioli), e Gemma Fortini (poi sostituita da Enrico Carloni);
– il P.S.D.I., con Irmo Lupattelli (poi sostituito da Massimo Zubboli, a sua volta sostituito da Vincenzo Cavanna);
– il PRI, con Roberto Leoni.
[29] L’esito politico delle elezioni è ingarbugliato: l’area democristiana si è ricomposta, ma parecchio al ribasso perché ha perso voti in favore del P.S.I., che raddoppia i consiglieri, mentre il P.C.I. stagna. In astratto ci sarebbero i numeri per una giunta laica e di sinistra, ma nei fatti faticose trattative conducono invece alla costituzione di una giunta sostenuta dai voti di Democrazia Cristiana e Partito Socialista Italiano, con sindaco appunto E.B.. Questa la composizione:
– Il vicesindaco (P.S.I.) è Piero Mirti, con deleghe a rapporti con la Regione, urbanistica, concessioni edilizie, traffico, agricoltura, programmazione economica;
– Emanuele Piatti (D.C.) è assessore ai lavori pubblici e al patrimonio immobiliare;
– Bruno Migliosi (D.C.) è assessore ai rapporti con la Comunità Montana, igiene e sanità, nettezza urbana;
– Giancarlo Sacconi (P.S.I.) è assessore a industria, commercio, artigianato, polizia urbana, trasporti, e nel marzo 1975 è sostituito da Francesco Pettirossi (P.S.I.);
– Giorgio Tarquinio (D.C.) è assessore supplente alla pubblica istruzione, all’edilizia scolastica e a beni culturali e turismo
– Alessandro Cianetti (D.C.) è assessore supplente a finanze, patrimonio mobiliare, economato e sport.
La convivenza politica è difficile, in anni complicati. La giunta fa i conti con la grave crisi della Colussi (con conseguente conflitto sindacale), un terremoto che colpisce duramente la montagna assisana, una madonna piangente a Porziano, pretesi scandali edilizi (il “grattacielo” di Assisi fra tutti) le polemiche con i commercianti per la chiusura del traffico nel centro storico, usurandosi in un clima sempre più teso fino a cadere su una questione minore per la Scuola Media “Fiumi”, con l’uscita del P.S.I. nel settembre 1975 dalla maggioranza. L’uscita dal tunnel è faticosa, e si concreta nell’esclusione del P.S.I. da una nuova giunta, sempre presieduta da E.B., che fa perno sulla D.C. corroborata dai voti del PRI e (successivamente) del P.S.D.I. ma, soprattutto, dall’essenziale e clamoroso appoggio esterno del P.C.I., in sintonia con il quadro generale nazionale ma non senza mal di pancia che esploderanno nel 1977, sulla presidenza dell’Azienda di Promozione Turistica. Questa la composizione della giunta:
– il vicesindaco (P.R.I.) è Roberto Leoni, con deleghe a urbanistica, edilizia popolare e privata, concessioni edilizie, beni culturali, tutela del
patrimonio, traffici e viabilità;
– Emanuele Piatti (D.C.) è assessore a lavori pubblici, partecipazione e rapporti con organismi di base;
– Giorgio Tarquinio (D.C) è assessore a rapporti con la Regione ed Enti comprensoriali, organizzazioni servizi comunali, concessioni edilizie in via di supplenza;
– Fosco Valorosi (P.S.D.I.) è assessore supplente a turismo, agricoltura, industria, artigianato, commercio, servizi demografici, e dal 28.2.1976 fino al 16 ottobre 1976 è sostituito da Massimo Zubboli (P.S.D.I.). Il 16 ottobre 1976 subentra a Zubboli Vincenzo Cavanna, con deleghe a turismo, sport, tempo libero, agricoltura, industria, artigianato, commercio;
– Pietro Profumi (D.C.) è assessore supplente a servizi sociali, pubblica istruzione, sanità e igiene, patrimonio impianti tecnologici.
[30] Le elezioni si tengono pochi giorni dopo la drammatica morte di Aldo Moro, e per E.B. rappresentano un grande successo sia personale (raccoglie 1600 preferenze), sia politico. Risultano rappresentati in Consiglio Comunale:
– la D.C., con 14 consiglieri: Enzo Boccacci, Gianfranco Costa, Tonino Lunghi, Raffaello Fratini, Salvatore Ascani, Francesco Frascarelli, Emanuele Piatti, Pietro Profumi, Fosco Valorosi, Claudio Passeri, Natale Bianchi; Massimo Travaglia, Franco Antonelli, Graziella Ciancaleoni Cirilli;
– il P.C.I., con 9 consiglieri: Vittorio Cecati; Giovanni Cianetti; Alessandro Mercurelli, Mariano Borgognoni, Carmelo Caratozzolo, Savello Bolletta, Francesco Prosperi, Giovanni Masciotti, Tina Baglioni;
– il P.S.I., con 4 consiglieri: Piero Mirti, Franco Falcinelli, Giancarlo Sacconi, Edo Romoli;
– il M.S.I., con Enrico Carloni;
– il P.S.D.I., con Irmo Lupattelli;
– il P.R.I., con Roberto Leoni.
E.B., Sindaco in pectore, dichiara immediatamente le proprie intenzioni: riconfermare la coalizione uscente con l’aggiunta del P.S.I., con un risultato di 20 consiglieri che determinerebbe una maggioranza blindata. Di rimbalzo, il P.S.I. chiede una ampia coalizione che comprenda anche il P.C.I. (con cui governa, è da ricordarsi, la Regione e la gran parte delle città umbre, oltre alla sanità locale). La D.C. pare disposta ad accettare solo un appoggio esterno su un programma condiviso. Con qualche fatica, dopo aver inutilmente tentato una apertura al P.S.I., E.B. ripropone allora la stessa alleanza della legislatura precedente (D.C. – PRI – P.S.D.I.), con la differenza però di disporre stavolta di una reale maggioranza in Consiglio comunale. La carica di vicesindaco è confermata in capo al repubblicano Roberto Leoni.
[31] Al di là dell’enfasi, fa comunque onore a E.B. nel suo riconoscere il ruolo decisivo degli elettori di montagna nella sua carriera politica, egli resta nella percezione collettiva soprattutto l’ultimo sindaco espresso da Assisi capoluogo. Il quale capoluogo, d’altro canto, già all’epoca aveva visto consumarsi il distacco identitario delle frazioni di pianura, con l’eccezione appunto della montagna, peraltro ormai largamente spopolata.
[32] Gianfranco Costa, democristiano, è succeduto proprio a Enzo Boccacci, cessato dalla carica a seguito di una crisi di maggioranza, ed è Sindaco nei periodi 1981-1983 e 1983-1985.
[33] Pietro Profumi, democristiano, è stato sindaco di Assisi dal 1985 al 1988.
[34] Edo Romoli, socialista, è stato sindaco di Assisi dal 1988 al 1990, chiudendo in anticipo il mandato per l’intervenuta elezione a consigliere regionale.
[35] Giuliano Vitali, del Partito Comunista Italiano, è stato sindaco di Assisi nel periodo dal 1° luglio 1990 al 24 giugno 1991, e successivamente dal 1 luglio 1993 al 13 maggio 1997.
[36] Claudio Passeri, democristiano, è stato sindaco dal 4 luglio 1991 al 30 giugno 1993, succedendo (nell’ambito della stessa maggioranza, secondo un accordo predefinito) a Giuliano Vitali, del P.C.I..
[37] Il fatto cade come un fulmine a ciel sereno sulla politica assisana, e si consuma rapidamente nel gennaio 1981 con le dimissioni rassegnate da E.B, e accettate con 27 voti su 30 dal Consiglio Comunale. Il retroscena, che E.B. evoca appena velatamente, è così sintetizzabile : la sua posizione all’interno della D.C. si è usurata abbastanza da consentire di sacrificarlo sull’altare di un rimpasto di maggioranza, che corrisponde peraltro a strategie di ben più ampio respiro volte a stabilire anche su scala locale un asse privilegiato con un P.S.I. sempre più spregiudicato, nonché alle ambizioni incalzanti degli homines novi del partito. Per la cronaca, all’entrata del P.S.I. corrisponderà l’uscita dalla maggioranza del P.R.I., mentre il P.S.D.I. conferma il proprio appoggio: il nuovo sindaco sarà il democristiano Gianfranco Costa.