30 Dicembre 2021

§16 – A casa

Maceo Angeli
§16 – A casa

Leggi la nota introduttiva

Entrai in casa e con mia grande sorpresa la mamma non mi aspettava di persona, ma si trovava a letto perché malata; corsi in camera, e tra pianti e lacrime ci riabbracciammo.
Io rimasi esterrefatto perché nella mia vita non avevo mai visto mamma malata.
Io manifestai l’intenzione di chiamare il dottore, ma mamma non voleva, perché non voleva darmi questo grande dolore del suo male, che aveva da tanti anni e non lo aveva detto a nessuno.
Chiamai il giorno dopo il dott. Sergiacomi, mio carissimo amico, il quale mi [7q] annunciò che mia madre aveva un tumore alla mammella sinistra, procurato tanti anni prima da un colpo ricevuto dal pomo di un letto di ferro, con pomi di ghisa.
Una notte del 1926, quando Mussolini fu attentato a Bologna, i fascisti in tutta Italia cercavano gli antifascisti per trucidarli. Era di notte (ricordo come ora), i fascisti stavano sfondando la porta d’ingresso e mio padre si trovava a dormire; si svegliò e repentino, profittando della grande casa fuggì per gli orti verso la Porta del Sementone, e si rifugiò la prima notte a casa di Pizzichino, un socialista di campagna caro amico di mio padre.
[8q][1]
[9q]
[10q] Eravamo negli ultimi mesi del 1931, e la mamma visse tra dolori inauditi fino al mese d’aprile del 1932[2]. Da questo terribile dolore rimasi esterrefatto, mi venne a mancare l’ultimo sostegno spirituale. Il dolore era aumentato dal pensiero che non avevo potuto dare alla mamma niente di mio per poterla compensare di tutto il suo affetto e amore e sacrificio che aveva fatto per me.
[11q][3]
[12q]
[13q]
[14q]
[15q]
[16q] La morte di mia madre portò nuovo scompiglio nella mia famiglia: enormi difficoltà finanziarie; per me, si era accentuata da parte degli assisani la diffidenza, non avere nessuna stima per quello che facevo. Il ritorno dalla Francia aveva notevolmente aumentato la diffidenza per quello che facevo, ossia nessuno apprezzava la mia pittura. Nessuno pensava a me per un posto di insegnante di disegno, anche se avevo i titoli in regola per insegnare, ma dato che non ero iscritto al Partito Fascista nulla da fare per me; che fare allora?


[1] Sono andati perduti i fogli 8q e 9q del manoscritto.

[2] Maceo Angeli raccontava alla figlia Ginevra di come il dottor Sergiacomi si fosse dimostrato estremamente sollecito e generoso verso la sua famiglia e sua madre, con frequenti visite al termine delle quali lasciava della morfina e un po’ di denaro per le necessità urgenti.

[3] Sono andati perduti i fogli 11q, 12q, 13q, 14q e 15q del manoscritto.

Edizione a cura di Francesco Lampone

Il prossimo capitolo del memoriale verrà pubblicato
giovedì 6 Gennaio 2022:

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