29 Agosto 2023

Se non si interviene il centro storico collassa

Francesco Berni
Se non si interviene il centro storico collassa

Quali sono le priorità per il centro storico?

Agosto, le pietre di Assisi restituiscono il calore accumulato durante la giornata e la Piana con i suoi campi quasi arsi, si colorano di tinte tendenti all’ocra. 

In questo scenario estivo non si scaldano solo le mura della città storica ma anche gli animi dei suoi abitanti a causa dell’ormai costante afflusso di turisti e l’impatto generato sul fragile assetto stradale. 

Un problema ciclico che si ripete ogni anno, prevedibile ma mai gestito seriamente con adeguata metodologia e strumenti di intervento. 

La dinamica assume ormai caratteri paradossali quasi come una città invisibile di Calvino. Eppure molte proposte e soluzioni sono state sviluppate nel tempo [1] ma è palese una seria difficoltà nel definire priorità programmatiche con evidenti lacune gestionali. 

La pianificazione urbana sembra un’attività da affrontare puntualmente rispondendo a necessità emergenziali senza affrontare in modo radicale le questioni che riguardano: la gestione dei flussi turistici, del sistema di accoglienza, della mobilità e l’impatto sul tessuto commerciale e residenziale della città storica. 

Si tratta di dimensioni integrate da affrontare attraverso un progetto strategico che si capace mettere insieme competenze multidisciplinare uscendo dalle rigide divisioni di deleghe tra assessorati comunali. 

La città è come un organismo vivente, la cui cura deve basarsi sull’equilibro tra le sue parti. Ogni scelta urbanistica che facciamo in città ha un riverbero su tutta la sua struttura urbana pertanto se ad esempio, concentriamo troppo peso sulle sue spalle rischia di collassare perché non è robusta a sufficienza per sopportare alcuni carichi insediativi. Questo diventa evidente nel caso del Vescovato, nervo scoperto della città, dove la fragile rete infrastrutturale non riesce a sostenere il traffico locale ed il parallelo afflusso di turisti richiedendo delle misure di rapido intervento. La domanda da porsi è se tutto questo non fosse prevedibile. 

Inoltre se verrà confermata la destinazione commerciale che sembra sia stata richiesta dal clero proprio al vescovado, la decisione autorizzativa comporterà un carico attrattivo ulteriore ad un luogo già abbondantemente congestionato. La decisione appare tecnicamente insostenibile su un contesto della città già in difficoltà. Ma d’altronde si può dire di no al clero assisano?.

Questo caso come altri nella nostra città mostra quindi con evidenza un modus operandi per aggiunte continue dettato da scelte puntuali ed interessi particolari senza una visione di insieme, una strategia ed un metodo per affrontarli. 

La priorità per Assisi è tornare alla pianificazione urbanistica. 

[1] Per le proposte di rimanda ai seguenti articoli: 

Francesco Berni

Urbanista. Consulente del Comune di Milano per progetti di rigenerazione urbana e innovazione sociale. Ho lavorato per enti pubblici e privati nel campo della progettazione e pianificazione urbanistica. Svolgo attività di studio e ricerca presso il Dipartimento di Architettura DIDA dell’Università degli Studi di Firenze su temi legati alla rigenerazione urbana, innovazione sociale e disegno della città. Appena posso però me ne torno tra i vicoli di Assisi.

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