29 Gennaio 2023

Le questioni complicate che dovrà affrontare il nuovo Presidente dell’Ente Calendimaggio

Carlo Cianetti
Le questioni complicate che dovrà affrontare il nuovo Presidente dell’Ente Calendimaggio

Marco Tarquinio è il nuovo presidente dell’Ente Calendimaggio. Direttore dell’Avvenire, uno dei giornali più importanti del nostro Paese, assisano verace, conoscitore del Calendimaggio, per avervi avuto ruolo di primo piano quando viveva in Assisi.

Cattolico, avvezzo agli uffici di Santa Romana Chiesa, a Marco non mancano certo doti di mediazioni, capacità di ascolto e gestione delle vicende complicate.

Noi di Assisi Mia gli diamo il bentornato e gli sottoponiamo subito alcune questioni che attengono al Calendimaggio.

Innanzitutto si spazzi via questa volta per sempre la aberrante idea che il Calendimaggio debba offire di più ai turisti, agli stranieri e a quanti vorrebbero assistere alle manifestazioni.

Il Calendimaggio non è un evento di promozione turistica, lo è stato incidentalmente per qualche anno, ma non è certo questo il suo valore intrinseco. È una festa e come tale va considerata, cioè ha un portato sociale e culturale di prima grandezza. Come tale va trattata.

Chi vuole partecipare può farlo, nelle varie maniere e quello è il modo più corretto di vivere il Calendimaggio. Il marketing turistico attiene ad altre sfere ed eventi.

Diremo di più: sarebbe opportuno si ridimensionassero le tribune, se ne progettassero di nuove, tali da valorizzare la piazza nella sua ampiezza (ora è un budello da sfilata di moda).

Quindi non si perda tempo a scervellarsi come fare vedere a viandanti e turisti il Calendimaggio. Piuttosto se di apertura vi è bisogno è verso le frazioni e cittadine del comune, visto lo spopolamento del Centro storico, così da diventare un collettore del frammentato territorio comunale.

E comunque rispetto al passato il Calendimaggio può valersi di avanzamenti tecnologici molto utili: oggi tutte le manifestazioni sono perfettamente godibili via web, grazie alla qualità broadcast di riprese e regia.

Anzi, è possibile che nel mercato vi siano emittenti locali o nazionali disposte ad acquisirne i diritti ai fini della trasmissione. Ne gioverebbero le casse e il prestigio dell’Ente.

Detto che il Calendimaggio è il fatto socio-culturale in assoluto più importante della città di Assisi, non è più tollerabile che le Parti debbano continuare ad albergare in sedi scomode, inadeguate e spesso transitorie.

Il Comune e la Curia, che insieme detengono circa il 65% degli immobili del centro storico, devono farsi parte diligente e individuare prima possibile sedi adeguate. Monte frumentario, Palazzo Vallemani, l’ex cinema di Santa Rosa, Santa Chiarella, giusto per citare gli edifici che ci vengono in mente, perché non vengono assegnati alle parti?

Le Confraternite, di solito poco operose e attive, occupano spazi e sedi clamorose per la loro bellezza e funzionalità, le parti attorno alle quali girano centinaia di persone almeno 6 mesi all’anno sono segregate in sedi inospitali.

Il pensiero va non solo al Palio di Siena, dove le contrade sono potentati, ma anche ai Ceri, alla Quintana, ai Giochi delle Porte a Gualdo Tadino – solo per fare qualche esempio – dove le sedi non sono solo luogo di organizzazione della festa ma anche circoli sociali, attivi tutto l’anno. E noi sappiamo quanto ce ne sarebbe bisogno in una città come Assisi dove i luoghi di aggregazione non esistono.

Infine, una considerazione sulla Rocca Maggiore. È l’unico monumento civile medievale, ma diversi decenni fa venne dichiarata neutrale e quindi, di fatto, inutilizzabile. Quella decisione, che privava la Parte de Sopra di un luogo di grande fascino, aveva come bilanciamento il fatto che ai tempi anche la Basilica di San Francesco era inaccessibile perché i frati non aprivano le porte.

Da qualche anno la Basilica di San Francesco e il Convento sono spesso centrali nelle scene della Magnifica, viene consentito l’uso degli interni ed è un fatto molto positivo perché ne trae grande beneficio la Festa.

Non sarebbe opportuno, quindi, che anche la Rocca venisse messa a disposizione della Parte de Sopra? Certo sarebbe un’arma in più a disposizione della Nobilissima, ma la storia del Calendimaggio insegna che il Palio non lo vincono i luoghi ma le persone. Di sicuro un Calendimaggio con la Rocca maggiore sarebbe un Calendimaggio ancor più spettacolare e affascinante.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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