10 Aprile 2022

La paccottiglia e le auto invadono il centro storico.

Carlo Cianetti
La paccottiglia e le auto invadono il centro storico.

A Venezia l’amministrazione comunale si è decisa a prendere un provvedimento per arrestare la proliferazione nociva di negozi di souvenir, “tutto a 1 euro”, lavanderie automatiche, ma anche pizzerie al taglio e paccottiglie varie. E cioè, impedisce che ne vengano aperti di nuovi, appellandosi all’incompatibilità con certi edifici storici e sottoposti a vincolo culturali

Chi è stato a Venezia di recente sa che la più bella città del mondo è letteralmente soffocata da un commercio parassitario, che prende con tutte e due le mani e nulla restituisce alla comunità e, in generale, alla vita e al decoro della città.

Ad Assisi la situazione è meno grave, ma certo preoccupante.

Ormai nel centro storico regna l’anarchia, non viene più rispetta alcuna regola di arredo urbano, le spallette dei negozi e i muri sono di nuovo invasi da merce di ogni tipo, spesso di pessima qualità e di nessun valore artigianale. La segnaletica è sciatta e spesso insufficiente, le auto continuano a farla da padrone, invadendo anche i vicoli più suggestivi, sotto gli occhi spesso attoniti dei turisti.

Negozi di coccetti si diceva una volta e, a guardare bene, erano negozi che avevano una loro dignità, perché vendevano ceramiche, rami, ottoni di qualche pregio. Oggi siamo al qualunquismo e al “generalismo”: cioè negozi che vendono dalle mutande alla marmellata, tutto rigorosamente made in qualche luogo dell’Asia in cui la manodopera costa niente: Vietnam, Corea del Nord, Cambogia, Cina, eccetera…

Venezia (e prima di essa qualche altra città) ci fa sapere che è possibile interrompere il traffico di merce inutile che invade il centro storico di Assisi.

Ci vorrebbe, però, un’amministrazione comunale coraggiosa, capace intanto di fare rispettare le regole esistenti e poi di imporne altre che limitino questa infestazione.

L’effetto potrebbe essere doppiamente virtuoso. Da una parte la qualificazione della rete commerciale (magari con la riscoperta di attività artigianali purtroppo dimenticate), dall’altra la diminuzione degli affitti, tuttora esorbitanti (diminuendo la domanda aumenterebbe l’offerta e di conseguenza si ridurrebbe il costo degli affitti).

Infine, sempre a proposito del centro storico: quanto tempo rimarrà ancora l’impalcatura inoperosa, con relativa recinzione in legno attorno alla torre di Piazza del Comune? I lavori dovevano terminare molti mesi fa e invece tutto è ancora lì e, peraltro, nel perdurante inutilizzo. Speriamo che almeno per il Calendimaggio ci si liberi del fastidioso ingombro.

Carlo Cianetti

Giornalista a Radio Rai, appassionato di Assisi, ha fondato questo trimestrale nel 1995 insieme a Francesco Mancinelli e Giovanni Bastianini

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