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Le Storie di Assisi

Ostia

Ostia

26 Giugno 2020

di Mauro Balani

di Mauro Balani e Carla Gambacorta

Anche dove l’assoluto è cementato da dogmatiche certezze, non siede concordia sul numero dei miracoli eucaristici. In Italia sono 22 ascrivibili alle segrete carte della Congregazione, mentre 35 vengono riconosciuti per devozione popolare. Purtroppo, nemmeno l’elencazione più inclusiva annovera il portento che, per generazioni, vide testimoni i fanciulli di Assisi. 
Diffidenti a Perlici come a Fontebella, elaboravano con fatica  il mistero della transustanziazione. Buoni eredi dell’evangelico Francesco, coglievano solo alla lettera il senso di Luca:​ “Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro”.
Si rifiutavano di credere che il pane intero potesse essere spezzato in particole perfettamente tonde e tutte uguali. Preferivano rovistare negli armadi delle sagrestie, alla ricerca di frammenti senza forma e misura, piuttosto che avanzare in ordinata fila verso l’altare, per riceverne in guisa seriale.
Quasi una liturgia sottendeva la questua presso le clausure delle suore benedettine in Santa Rosa e San Giuseppe, vere fucine di ostie. Mai da soli, sempre in compagnia, i giovincelli bussavano alle porte dei conventi. Fronte alla ruota come fosse un confessionale, facevano timida ammissione del loro desiderio di ricevere i ritagli. Una voce che non sembrava di donna, forse era d’angelo, invitava ad attendere. Prendeva tempo per intercedere il perdono di Dio o avere il placet della Badessa? Nessuno saprà mai.
Quando la ruota riprendeva a girare, il cuore saliva in gola. Appena trovati i ritagli, tutti scappavano a gambe levate, senza sapere se avuti per fortunata coincidenza o divina benevolenza.
Agli occhi degli innocenti, la materializzazione dei ritagli nella ruota claustrale è stato il 23° prodigio eucaristico, forse il 36°.

brevi note etimologiche di Carla Gambacorta

Ostia è voce dotta, e deriva dal latino hostiam ‘vittima sacrificale’. Si riteneva che questa voce traesse origine dal verbo hostire ‘colpire, uccidere’, o da hostis ‘nemico,’ anche se è invece probabilmente da accostare all’equivalenza tra hostire e aequare, ‘rendere uguale’, nel senso di compensare l’ira degli dei con un’offerta, appunto con l’ostia. Con il Cristianesimo, e con il sacrificio di Gesù sulla croce, la voce ha assunto il significato simbolico di “pane” consacrato, offerto ai fedeli durante la Messa. L’imprecazione ostia!, diffusa soprattutto in Veneto, viene resa con vari eufemismi, primo tra tutti ostrega!, in realtà ‘ostrica’.

L’ascolto musicale
a cura di Umberto Rinaldi

Testimonianza cristiana del sacrificio per la salvezza di tutti. Anche nell’opera lirica ci si può uccidere, ma solo per la vita di chi si ama, come Liù nel finale di Turandot.

Ascolto: :     Signore ascolta, Maria Callas, Philarmonia Orchestra, Tullio Serafin

Ostia

di Mauro Balani

di Mauro Balani e Carla Gambacorta

Pubblicato in data 26 Giugno 2020