Sostieni

Le Storie di Assisi

Comfortably numb

Comfortably numb

07 Aprile 2020

di Werner Raye

Stamani ho litigato con un’amica di Perugia. Mi ha chiamato al telefono per sentire come stavo ma c’è voluto un attimo perché inveisse contro i tedeschi. Chissà perché lo fa sempre con me: io non sono tedesco. Come sempre ci sono cascato: ho preso la loro parte. Già per il semplice fatto che li chiamava ‘crucchi” e che sparava fango sulla Merkel. 

Quando esasperato le ho ricordato d’essere solo un piccolo belga che vive e lavora ad Assisi, se l’è presa con Bruxelles.

Siamo cari amici.

Facebook mi ha ricordato di fare gli auguri a mia sorella Marleen.

Vive a Parigi. Non proprio a Parigi, questo lo dico solo per non perdermi in inutili dettagli; così come dico a tutti di essere nato a Bruxelles.

La famiglia d’oltralpe sta abbastanza bene. Il piccolo Valentin ha beccato il virus ma non ha sintomi al di là di qualche linea di febbre.

Siamo passati ai commenti sulla situazione in generale.

Con uno sdegno tutto francese “alors là, c’est inacceptable “ mia sorella ha raccontato come gli americani hanno dirottato un cargo di mascherine.

Mi è parso di ricordare un incidente simile fra noi e i francesi.

Non so come sia andato a finire.

Ho un amico d’infanzia che passa il tempo ad inoltrare video buffi e meno buffi. Rispondo quasi sempre con un emoji. Qualche volta la superficialità mi offende.

Una volta l’ho detto e me ne sono pentito.

Mia madre ha novant’anni. Si rende conto della gravità delle cose malvolentieri.

Fa parte della generazione del dopoguerra che, con grande senso del dovere e sobrietà, ha ricostruito la nostra società. Quella pensione era tutta meritata.

Altro che Marschall plan e debito pubblico.

Evitiamo l’argomento.

Nella lettera di questa mattina paragona la situazione con la crisi finanziaria del 2008.

A quell’epoca i miei persero gran parte dei loro risparmi. Mio papà, dopo un rifiuto dello stato delle cose ai limiti dell’infantilismo cadde in un profondo stato depressivo e, tra le amarezze come macerie di un terremoto, morì avvilito.

Verso sera, poco prima del notiziario delle sette, mi sento con un’amica che vive a valle.

Parliamo del più e del meno e di come ce la caviamo.

Ieri ha notato che ho la voce rauca. Non ho mal di gola, nessun sintomo preoccupante; solo la voce rauca. Forse il riscaldamento, l’aria di casa.

Forse sto diventando comfortably numb.



Werner Raye è nato nel 1957 a Lovanio (Leuven), in Belgio, dove si è laureato in filologia romanza e storia dell’arte.
Nell’82 si è trasferito nei monti fra Gubbio e Umbertide dove ha vissuto per trent’anni.
Dal 2012 vive ad Assisi, guadagnandosi da vivere come guida turistica.

Comfortably numb

di Werner Raye

Pubblicato in data 7 Aprile 2020