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Le Storie di Assisi

Il ceppo di Natale

Il ceppo di Natale

21 Dicembre 2018

di Carla Gambacorta

Nel corso dei secoli la voce ceppo (dal lat. c ppus) ha assunto diversi significati, tra i quali innanzitutto il piede dell’albero, dal quale sorge il tronco, o anche il pedale dell’albero tagliato. Il ceppo è anche il supporto di legno sul quale posavano il capo i condannati alla decapitazione, o lo strumento di costrizione che impedisce ai prigionieri il movimento dei piedi, oppure la stirpe, il capostipite di una famiglia, o addirittura una persona ignorante o intontita o balorda, e varie altre cose.
L’accezione che qui ci interessa è ‘pezzo di tronco d’albero da ardere nei camini’ e, in particolare, nella notte di Natale.
In alcuni luoghi dell’Italia centrale, e anticamente anche ad Assisi, il ceppo di Natale aveva un’importanza particolare. Doveva bruciare lentamente fino all’Epifania e si credeva che i residui del ceppo avessero proprietà magiche ed erano quindi usati in vari modi; ad esempio, in alcune zone, la cenere veniva cosparsa sui campi per renderli fertili.
Ma ciò che è più rilevante è che in certi luoghi il ceppo era identificato proprio con la festa stessa del Natale, e con quello che oggi chiamiamo Babbo Natale; cioè il ceppo stesso diveniva il dispensatore di doni. Era infatti percosso dai bambini che in questo modo gli chiedevano i regali.
Ad Assisi, almeno nel Novecento, la tradizione del Natale era veramente semplice. Il ceppo veniva acceso nei camini, o meglio nei focolari, prima della mezzanotte; al ritorno dalla Santa Messa, i bambini ricevevano i regali, per lo più mandarini.
Qualcuno compiva in casa una santa processione per collocare Gesù Bambino nel presepio. Qualcuno giocava a tombola, prima o dopo la mezzanotte. Qualcuno preparava un “liquore” con acqua e mandarini, appunto.
Oppure, e in tempi più recenti, i regali apparivano magicamente la mattina di Natale. Ma chi li portava?
Certamente no Babbo Natale.
I miei nonni la sera della vigilia, indicando una lucina tra le tante della pianura, sostenevano che quel bagliore era Gesù Bambino che stava arrivando sul dorso di un asinello.
E via subito a preparare acqua, latte, biscotti, insalata (per l’asinello)… Era ora di andare a dormire perché sarebbe passato Gesù Bambino.
Oggi arriva Babbo Natale. Ieri passava Gesù Bambino. Ieri c’era il ceppo di Natale. Oggi ci sono i camini elettrici.
Niente più ceppo. O quasi.

Il ceppo di Natale

di Carla Gambacorta

Pubblicato in data 21 Dicembre 2018