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Le Storie di Assisi

Il Piccolo Teatro degli Instabili: storia della nascita di un sogno

Il Piccolo Teatro degli Instabili: storia della nascita di un sogno

03 Dicembre 2017

di Fulvia Angeletti

È un freddo mercoledì sera invernale di inizio anni 2000.
Fuori del Bar San Francesco sono accatastati tavoli e sedie: quelli del Ristorante. Domani mattina, come tutti i giovedì mattina da un po’ di tempo a questa parte, tutto dovrà tornare al suo posto. Ogni tavolo dovrà essere apparecchiato e dal pavimento dovrà sparire ogni traccia di borotalco.
Sì, borotalco. Perché è l’ideale per far scivolare meglio i piedi. Perché è l’ideale per ballare. Soprattutto per chi è alle prime armi.
E al Ristorante San Francesco, da qualche mese, il mercoledì sera è proprio dedicato al ballo. Da quando Carlo Angeletti ha deciso di chiamare due insegnanti, un gruppo di amici con la voglia di divertirsi e iniziare così un corso di ballo per principianti, con vista sulla Basilica.
Erano gli anni delle prime “Maggiolate”, “Echo la Primavera”, “l’Estate di San Martino”, “Viene a cena lo Priore”, tutte feste e manifestazioni nate dall’inesauribile energia e fantasia di Carlo, tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del 2000.
Iniziative che sono state amate e frequentate da tantissime persone. Giornate e serate che sono entrate nel cuore di moltissimi assisani e non solo. Cittadine e cittadini con la voglia di uscire, incontrarsi e ritrovarsi. E in fondo il corso di ballo era nato proprio con questo spirito.
Allora torniamo a quei mercoledì sera d’inverno.
Con il passare dei mesi, diventa sempre più complicato allestire ogni settimana la sala del Ristorante per le lezioni di ballo.
Occorre trovare un altro locale. Inizia così la ricerca di uno spazio dove poter fare qualcosa, dove poter colmare quel vuoto che si è creato in città soprattutto dopo i duri anni del terremoto.
Durante l’estate del 2002, Carlo – insieme alla moglie, compagna di vita – Antonietta, chiedono alle Suore di San Giacomo, di poter vedere i locali del Teatrino del monastero.
È subito un colpo di fulmine. Quel luogo “abbandonato” non può rimanere chiuso. Ha delle grosse potenzialità, fascino –  e oltretutto – un’acustica perfetta.
La scritta sopra il boccascena poi, parla chiaro: “Dilettando insegna”. È questo il motto, è questa la strada da seguire . C’è un Teatro a cui ridare vita.  E Carlo e Antonietta sono più che mai determinati. Abbandonata l’idea della scuola di ballo, iniziano subito i lavori di ristrutturazione: arredi, scena e impianti tecnici. Una decisione rischiosa. Eppure, la famiglia Angeletti si prende carico dell’impresa, affitta il locale e non demorde.

Il Teatro rinasce, con una veste nuova, aprendo le proprie porte al pubblico il 12 dicembre dello stesso anno, col nome “Piccolo Teatro degli Instabili”. Bisognava essere pazzi e appunto “instabili” per aprire un teatro nel cuore di Assisi.
Impossibile dimenticare la sera dell’inaugurazione: tutte le poltroncine piene, i tavolini, un “nido” di 100 posti a lume di candela, la musica, la sorpresa e tanto entusiasmo.
Da quel momento in poi l’attività del Piccolo Teatro degli Instabili è stata inarrestabile. Grazie alla sensibilità di tanti Artisti che hanno apprezzato gli sforzi fatti, fin da subito il piccolo palcoscenico è stato calcato dai più grandi: Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Franca Valeri, Gennaro Cannavacciuolo, Luigi Lo Cascio, Giulia Lazzarini e tanti altri. Questo passaparola tra attori continua ancora oggi e con la passione trasmessa dai miei genitori, anch’io, ho iniziato ad impegnarmi per il Teatro, a studiare, conoscere, a cercare di portare spettacoli e concerti interessanti e, col tempo, a dare vita a corsi, laboratori e seminari di recitazione.
Nel 2014 si sono conclusi i lavori di ampliamento del teatro, che hanno portato alla realizzazione di un nuovo ingresso separato dalla sala, un botteghino, un mini-bar, un bagno in più, un piccolo ufficio e un magazzino.
Il Piccolo Teatro degli Instabili resta ancora l’unico spazio teatrale nel centro storico di Assisi e l’impegno per dare una vita teatrale alla città si è dimostrato negli anni anche attraverso l’attenzione per il Teatro Metastasio:  mio padre Carlo si è sempre battuto per il Teatro Metastasio.
I ricordi di un passato in cui i cittadini potevano godere di quello spazio, per assistere a importanti spettacoli o per vedere film, lo hanno spinto negli anni a impegnarsi in prima persona per ridare dignità a un Teatro abbandonato da troppo tempo.
Non possiamo infatti non ricordare la Stagione Teatrale 2006/07, svoltasi per metà al Piccolo Teatro degli Instabili e per metà al Teatro Metastasio, dove Carlo Angeletti ha ospitato artisti come Mario Scaccia, Carlo Giuffrè, Lucia Poli, Le Belle Bandiere e tanti altri. E la sua battaglia ha sempre riguardato anche il sipario del Teatro Metastasio, importante opera andata perduta negli anni per l’incuria di chi doveva occuparsi di salvaguardare un bene artistico della comunità.
Nel 2011 infatti, dopo il lungo lavoro di studio fatto per la mia tesi di laurea sulla storia del Teatro Metastasio, mio padre, insieme ad altri amici e cittadini di Assisi, si sono messi alla ricerca del sipario, rintracciandolo finalmente nei vecchi locali dell’Asilo San Paolo e lo hanno esposto in Piazza del Comune per condividere con tutti gli assisani questo importante ritrovamento. Dopodiché conosciamo tutti le alterne fasi che tuttora riguardano questo Teatro e aspettiamo di vedere cosa succederà.
La voglia di divertirsi, di fare, l’entusiasmo e la tenacia di Carlo, lo portavano a voler ricostruire quella socialità assisana che col tempo si era persa. La stessa nascita del Piccolo Teatro degli Instabili nel 2002 – sosteneva Carlo – era grazie al piacere degli Artisti e delle più grandi personalità del mondo dello spettacolo e non solo, di essere invitate a soggiornare in un luogo speciale come Assisi.
Diceva che il Teatro non sarebbe nato senza il Ristorante. E’ nel Ristorante che si ha la possibilità di intessere relazioni, conoscersi e godere della magnifica vista di San Francesco.
E il Ristorante è stato anche il luogo dove iniziare a “sperimentare” il Teatro.
Noi vogliamo fortemente che questo sogno continui e ora che sta per iniziare una nuova Stagione Teatrale, vogliamo conservare quell’entusiasmo e quella passione che Carlo sapeva contagiare attraverso il suo essere uno “spirito libero” (da qui il titolo della Stagione).
Sono passati 15 anni dall’apertura del Piccolo Teatro degli Instabili e la mente torna ancora a quei freddi mercoledì sera, ai tempi della ricerca di uno spazio, a quel primo, indimenticabile colpo di fulmine. Quel sogno si è realizzato. La sua storia ancora continua…

Il Piccolo Teatro degli Instabili: storia della nascita di un sogno

di Fulvia Angeletti

Pubblicato in data 3 Dicembre 2017